sabato 3 settembre 2016

Come puoi tenere traccia del tuo veicolo in maniera economica, sfruttando il tuo smartphone?

Il nuovo metodo di tracciamento adatto ad ogni budget.

pubblicato da: gadgetsfans.com

Hai smarrito la tua auto e non ricordi dove hai parcheggiato? Succede anche ai migliori: vagare senza meta attraverso i parcheggi, premendo il pulsante del telecomando sul portachiavi per fare illuminare le luci dell’auto.

Non hai bisogno di un qualche costoso transponder radio per tenere d’occhio la tua auto. Effettuare l’uplinking della tua quattro ruote verso il grande occhio nel cielo senza svuotare il conto in banca, è più semplice di quanto pensi.

Le unità GPS Standalone e le unità di triangolazione radio possono costare centinaia di euro. Senza contare le tariffe d’installazione e i costi (frequentemente considerevoli) di attivazione e mensili associati a qualsiasi servizio tu scelga. Per la maggior parte di noi, non ne vale la pena. La buona notizia è che alcuni dei problemi più grandi della vita sembrano destinati a scomparire grazie alla nuova tecnologia. Se ti dimentichi spesso dove hai parcheggiato l’auto, c’è un piccolo gadget e una app che potrebbero proprio fare al caso tuo.

Di cosa si tratta?

Si tratta di Trackr, un dispositivo piccolo e discreto grande quanto una moneta che sta rivoluzionando il mercato.

Ma… Come funziona?

Molto semplice! Ci vogliono meno di cinque minuti per renderlo operativo. Devi semplicemente accopiarlo con il tuo smartphone e scaricare l’applicazione gratuita la quale ti consentirà di localizzarlo in ogni momento.

Una volta fatto ciò, devi soltanto agganciarlo al tuo portachiavi, oppure nel tuo portafoglio o su qualsiasi oggetto desideri poter localizzare sempre. In questo caso dovrai soltanto nasconderlo nella tua auto.
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Materiali stampati in 3D con la "memoria": sanno tornare alla forma originaria

Messi a punto al Mit in collaborazione con gli scienziati di Singapore. Molte le applicazioni. Possono puntare pannelli solari per ottenere la migliora angolazione e rilasciare farmaci nel corpo umano

pubblicato da: www.repubblica.it

Materiali stampati in 3D con la "memoria": sanno tornare alla forma originariaROMA - Pronti i primi materiali stampati in 3D capaci di cambiare forma, al punto da essere modellati come un fiore e perfino come la Torre Eiffel, e nello stesso tempo capaci di "ricordare" l'aspetto che avevano in origine: è sufficiente esporli al calore perché ritornino ad assumere la forma iniziale. Sono stati ottenuti grazie alla collaborazione tra l'Istituto di Tecnologia del Massachusetts (Mit) e l'università di Tecnologia e Design di Singapore.
Descritti sulla rivista Scientific Reports, questi specialissimi materiali "a memoria di forma" potrebbero trovare applicazioni in molti settori, dai dispositivi di puntamento dei pannelli solari fino al trasporto di farmaci all'interno dell'organismo. Materiali capaci di cambiare forma a comando, con impulsi elettrici oppure con il calore, sono noti da quasi un secolo, ma la loro diffusione è limitata dalla difficoltà di ottenerli in modo semplice ed economico. Per questo negli ultimi anni alle tradizionali leghe metalliche si preferiscono materiali composti da polimeri, ossia materie plastiche economiche e facili da produrre. Grazie a una nuova tecnologia detta micro-stereolitografia i ricercatori sono riusciti a costruire una stampante 3D che realizza piccoli oggetti fatti con plastiche a memoria di forma. Per farne capire le potenzialità hanno stampato una "pinza" gommosa che, quando viene scaldata, si richiude agganciando piccoli oggetti, ad esempio una vite.
Con la stessa tecnica hanno costruito anche un piccolo modello della torre Eiffel che a temperatura normale appare 'collassata', ma che riprende rapidamente forma quando viene scaldata. L'obiettivo è stampare in 3D oggetti sempre più piccoli, che un giorno possano essere usati per trasportare e, a comando, rilasciare farmaci all'interno del corpo umano. L'applicazione più immediata potrebbe però arrivare nel settore delle energie pulite, sfruttando le proprietà dei materiali per muovere i pannelli solari (sfruttando il calore del Sole) e garantire sempre un perfetto puntamento per avere i raggi solari alla migliore angolazione.

venerdì 2 settembre 2016

Orari e tratte di Trenitalia integrati in Google Maps

Orari e tratte di Trenitalia integrati in Google MapsDa pc e da mobile, le informazioni più aggiornate per tutte le rotte servite dalla società di trasporto ferroviario FS Italiane. Basta inserire il punto di partenza e di arrivo desiderati e sul servizio di Big G appariranno, oltre alle indicazioni stradali, anche le icone delle stazioni ferroviarie e dei treni

pubblicato da: www.repubblica.it

ORGANIZZARE il viaggio in base alle proprie esigenze è diventato ancora più semplice. Trenitalia insieme a Google porta le informazioni sulle proprie tratte e orari direttamente su Google Maps, grazie a Google Transit, la funzione che permette di pianificare al meglio i propri viaggi, scegliendo i più opportuni percorsi fino ad arrivare alle fermate dei mezzi di trasporto pubblico nelle aree urbane. I viaggiatori possono quindi disporre, da pc e da mobile, delle informazioni più aggiornate per tutte le rotte servite da Trenitalia, la società di trasporto ferroviario del Gruppo FS Italiane. Basta inserire il punto di partenza e di arrivo desiderati e su Google Maps appariranno, oltre alle indicazioni stradali, anche le icone delle stazioni ferroviarie e dei mezzi del Gruppo FS Italiane. Passare dall'informazione sul viaggio all'acquisto sarà rapido e semplice grazie ad appositi link che rimanderanno da Google Transit direttamente a trenitalia.com.

La nuova soluzione adottata da Trenitalia, utilizzabile da tutti i viaggiatori anche attraverso il portale virtuale WiFi Station disponibile nelle principali stazioni (a Roma anche con funzione di Travel Assistant),  anticipa gli indirizzi strategici futuri in tema di politiche di digitalizzazione del Gruppo FS Italiane sempre più improntati verso innovative soluzioni di journey planning multimodale.

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giovedì 1 settembre 2016

Apple, stangata Ue: 13 miliardi di euro per «illegali vantaggi fiscali»

L'annuncio della commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager. Cupertino avvia il ricorso contro la «nefasta» decisione, che per il Tesoro americano è una «minaccia allo spirito della partnership economica tra Usa e Ue»

pubblicato da: www.corriere.it

La Commissaria alla Concorrenza Ue Margrethe VestagerUna sentenza da 13 miliardi di euro. Apple dovrà risarcire all'Irlanda una cifra a nove zeri. Lo ha annunciato la Commissaria Margrethe Vestager in una conferenza stampa, che precisa «non è una punizione. Sono tasse non pagate che vanno pagate». Cupertino dovrà quindi restituire le imposte inevase sui profitti ottenuti nel periodo dal 2003 al 2014 grazie a un sistema di aliquote vantaggiose concesse dall'Irlanda grazie a degli accordi fiscali. «Guardando avanti - ha spiegato Vestager - l'obiettivo finale è che tutte le compagnie, grandi e piccole, paghino le tasse dove generano i loro profitti». E, perché si arrivi a questo risultato, serve «un cambiamento nella filosofia aziendale» e «nella legislazione». La commissaria ha quindi sottolineato che il lavoro che attende l'esecutivo Ue è far sì che la competizione tra le imprese «non avvenga a spese dei contribuenti europei. Quando vengo a sapere che Apple ha pagato di tasse l'1% dei profitti, per poi arrivare a pagarne lo 0,005%, come cittadino che pago le tasse io mi sentirei arrabbiato».
La reazione degli Usa
La decisione non è vista di buon occhio da Washington che, pur non facendo commenti espliciti, si dice «preoccupata di un approccio unilaterale nei negoziati sugli aiuti di stato che minacciano i progressi che abbiamo fatto collaborativamente con gli europei per rendere giusto il sistema tributario internazionale». A parlare è Josh Earnest, portavoce della Casa Bianca: «Quando dico giusto, intendo giusto soprattutto per i contribuenti ma anche per le aziende che cercano di fare business nel mondo; alla fine dà benefici all'economia su ambo le sponde dell'Atlantico». Più negativo è il portavoce del Tesoro americano: «Potrebbe minacciare gli investimenti stranieri, il clima degli affari in Europa, e l'importante spirito della partnership economica tra Usa e Ue». Intanto già si fanno avanti proposte di asilo rivolte al gigante di Cupertino. Come quello della Turchia: «Saremmo felici di offrire incentivi fiscali più generosi. Non dovrebbe avere a che fare con la burocrazia Ue», ha twittato il vicepremier di Ankara Mehmet Simsek.

Tor sciopera, l’anonimato in rete è a rischio per 24 ore

Un gruppo di autoconvocati ha deciso che il primo settembre spegnerà per un giorno la rete di anonimizzazione del progetto. E in rete scoppia il putiferio

pubblicato da: www.repubblica.it

Tor sciopera, l’anonimato in rete è a rischio per 24 oreSCIOPERO a Tor, il servizio che consente di navigare in modo anonimo in Rete. Lo hanno indetto alcuni lavoratori del progetto per il primo settembre. Le ragioni sono due: la prima è che non condividono la scelta del licenziamento di Jacop Appelbaum, uno dei suoi più noti attivisti, in seguito a un'inchiesta interna per molestie sessuali, il secondo è che non accettano l'idea di assumere un ex-CIA nella gestione del progetto. L'annuncio è arrivato via Pastebin il giorno 22 agosto e da allora ha riscosso più di una dichiarazione di sostegno.

Pur nella differenza delle reazioni questo è uno dei momenti più difficili per il Tor Project che, lo ricordiamo, è un progetto di anonimizzazione in rete dedicato a chiunque voglia proteggere la propria privacy dalle ingerenze di governi, aziende, gruppi criminali o di pressione. È basato su un network di server, i relay Tor, che rimbalzano le comunicazioni cifrate con il software omonimo e in questo modo garantiscono la sicurezza degli scambi che sulla sua rete avvengono.

Come funzione TOR. Nonostante la sua funzionalità sia stata messa in discussione e in un paio di casi sono state trovate delle falle, subito corrette, nel software, Tor impedisce l'analisi del traffico delle comunicazioni via internet, dalla navigazione alle chat, proprio attraverso quei computer intermedi, gli onion router, gestiti dagli stessi volontari che adesso minacciano lo sciopero, che proteggono i dati trasmessi in rete rivestendoli con tre strati successivi di crittografia. Da qui il nome del progetto: onion in inglese vuol dire cipolla. E Tor è fatto a strati proprio come le cipolle. Da quando è stato "ceduto" dai militari a una fondazione indipendente, The Tor Project ha incarnato l'utopia dell'anonimato su Internet degli hacker delle origini per permettere agli attivisti per i diritti umani e civili, di potere esprimersi liberamente al riparo delle rappresaglie di ogni tipo di potere.
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mercoledì 31 agosto 2016

GUESS PUNTA SULLA MUSICA INSIEME A REPUBLIC RECORDS

Nasce la piattaforma Guess Music

pubblicato da: www.affaritaliani it

Ariana Grande apeGuess ha deciso di puntare tutto sulla musica con la piattaforma Guess Music. Il brand Usa, insieme all’etichetta discografica Republic Records, esplora l’universo musicale scommettendo su una nuova formula di comunicazione. La piattaforma musicale, lanciata lo scorso 28 agosto su guess.com, è stata inaugurata dal video “Side to side” della popstar Ariana Grande, artista della Republic Records che indossa capi della collezione sportiva Guess in vendita in una sezione dedicata del sito web. Il progetto si impegna a creare connessioni tra moda e musicisti affermati ed emergenti.

martedì 30 agosto 2016

Zuck, entro 1 mese maggiordomo robot

pubblicato da: notizie.tiscali.it
di Ansa
Zuck, entro 1 mese maggiordomo robot(ANSA) - ROMA, 30 AGO - Entro 1 mese Mark Zuckerberg potrebbe dare un assaggio del suo maggiordomo virtuale da comandare a voce come il Jarvis di Tony Stark-Iron Man. E' uno dei passaggi più tecnologici svelati a Roma dal fondatore di Facebook nel suo faccia a faccia con gli studenti della Luiss. Il progetto è un sistema di riconoscimento facciale e vocale che permetterà a Zuckerberg di comandare il suo ambiente domestico. "Posso controllare le luci, le porte, la temperatura con grande dispiacere di mia moglie perché il sistema è programmato solo per ascoltare solo la mia voce", ha scherzato Zuckerberg. Il sistema è alimentato da un software di intelligenza artificiale, una delle missioni strategiche di Facebook per migliorare la capacità del social network, insieme al progetto Internet.org che mira a estendere l'accesso a Internet, e alla realtà virtuale e aumentata che, come ha sottolineato Zuckerberg anche in Italia, "ha il potenziale per essere la piattaforma più social mai costruita".

Falsi certificati per i collaudi: dossier svela lo scandalo fondi

Milioni di euro e fior di certificati per dimostrare le ristrutturazioni antisismiche dopo il 1997 e il 2009. Ma allora perché è crollato tutto?

pubblicato da: www.ilgiornale.it

Falsi certificati per dimostrare collaudi antisismici, quasi 3 milioni di fondi pubblici intascati in appalti per lavori che avrebbero dovuto mettere a norma gli stabili di Amatrice e Accumoli.

Eppure le immagini che rimbalzano dal 24 agosto, quando la terra ha tremato e il tampo si è fermato, sono tristemente note. Ben pochi gli edifici che sono rimasti in piedi. Qualcosa non ha funzionato o non è stato fatto. Il simbolo di questa tragedia che forse si poteva evitare è la scuola "Romolo Capranica" di Amatrice, che si è sbriciolata sotto i colpi del sisma. Ma anche l'ospedale di Amatrice ormai inagibile, la Torre Civica di Accumoli gravemente danneggiata, il campanile di Amatrice che è crollato su una casa ammazzando un'intera famiglia. Tutti edifici in teoria ristrutturati con i fondi per il terremoto dopo il sisma del 1997 in Umbria e quello del 2009 de L'Aquila, come raccontano oggi il Corriere e La Stampa.

Milioni di euro per 21 appalti di cui si parla in un documento segreto in cui si fa l'elenco dei fondi, dei collaudi, delle ditte coinvolte, degli interventi effettuati, dei collaudi. Come è possibile che con una mole di lavoro simile nemmeno un edificio si sia salvato? Probabilmente, sospettano ora i magistrati che indagano per disastro colposo, quei certificati sono stati falsificati. Come dimostrerebbero anche le segnalazioni raccolte dai vigili del fuoco da parte di cittadini che sostengono di aver comprato casa con tutta la documentazione in regola per la tenuta antisismica.

Virus nelle centrali iraniane, nuovo pericolo Stuxnet

I tecnici di due complessi petrolchimici hanno individuato e rimosso le tracce di un software maligno dai loro sistemi. USA e Israele nel mirino

www.panorama.it

Calcolatore, Virus, Hacking, HackerÈ bastata un’ispezione di routine per scoprire le tracce di uno stesso virus all’interno di due centrali petrolchimiche dell’Iran, stanziate probabilmente nel complesso di raffinazione di Bu Ali Sina. Vige infatti ancora l’assoluto riserbo circa il luogo in cui la minaccia informatica sarebbe stata scovata, se non altro per evitare di giungere a frettolose considerazioni che potrebbero rendere ancora più tesi i rapporti tra il paese e gli Stati Uniti, già dietro una vicenda simile risalente al 2006.

Il malware individuato sabato scorso infatti potrebbe essere connesso a quel famoso Stuxnet, sviluppato da USA e Israele per spiare le mosse e le strategie di arricchimento di uranio della centrale di Natanz, una delle basi principali di Teheran. La guerra digitale scaturita in quell’occasione non aveva lasciato scampo a fraintendimenti, tanto che gli stessi organi a stelle e strisce, dopo anni, avevano dovuto ammettere gli obiettivi geopolitici del progetto, in grado di intrufolarsi anche negli avanzati sistemi russi; con il solo Kaspersky, fondatore dell’omonima agenzia di sicurezza informatica, in grado di accorgersene.

È presto per dire se dietro al virus più recente ci siano ancora i due, ma è difficile pensare ad altri attori capaci di arrivare in questo modo al cuore di reti così controllate come quelle petrolchimiche iraniane. Del resto, le avvisaglie che l’ecosistema cyber dell’Iran stesse vivendo un momento poco favorevole erano arrivate qualche settimana fa, con un’altra area di Bu Ali Sina colpita da un pesante incendio (di natura indefinita) e quando due centrali, nei pressi del porto di Imam Khomeini e del Bistoon Petrochemical Complex, avevano dovuto affrontare episodi di combustione su larga scala.

Sebbene il primo ministro Bijan Namdar Zanganeh abbia tempestivamente dichiarato che non vi sono congruenze tra gli incidenti precedenti e l’ultimo malware (come scrive il Times of Israel), il National Cyberspace Council iraniano (dedicato proprio alla salvaguardia delle reti pubbliche digitali e delle infrastrutture critiche) ha annunciato l’avvio di un’indagine, per stabilirlo in via definitiva. Ma se la politica punta il dito verso il taglio, da parte delle multinazionali, del budget dedicato alla sicurezza e alla salute, gli esperti sanno quanto i principali paesi al mondo abbiano scommesso sulla preparazione di tecnici e hacker governativi, considerati una risorsa fondamentale per accrescere il sapere sulla potenza di fuoco del nemico.

Le conseguenze di un attacco hacker a una centrale potrebbero non essere circoscritte alla sola attività della società vittima. A sperimentarlo sono stati, all'inizio del 2016, migliaia di residenti nell'ovest dell'Ucraina. In quell'occasione il malware denominato BlackEnergy aveva messo in ginocchio tre centrali elettriche del paese, causando disagi avvertiti anche successivamente.

Tim e Samsung: arriva il 1°smartwatch con eSim integrata, ecco quanto costa

Realizzato in collaborazioe con Gemalto, lo smartwatch Gear S2 Classic 3G di Samsung è il primo device wearable al mondo con eSIM, una novità tecnologica che segna un ulteriore passo verso il futuro digitale dell'Internet delle cose.

TIM e Samsung, in collaborazione con Gemalto, lanciano oggi in Italia il primo smartwatch con l’embedded SIM (eSIM) integrata, che rappresenta l’evoluzione della SIM Card e dei dispositivi mobili. Lo smartwatch Gear S2 Classic 3G di Samsung è il primo device wearable al mondo con eSIM, una novita` tecnologica che segna un ulteriore passo verso il futuro digitale dell'Internet delle cose.

Grazie all’eSIM sarà possibile collegare il dispositivo alla rete mobile di TIM attraverso un QR code, in modo semplice ed immediato. Lo smartwatch Gear S2 Classic 3G di Samsung, è un vero e proprio orologio dotato di tutte le funzioni dello smartphone e si distingue per design essenziale dal quadrante circolare con finiture in metallo. È possibile effettuare chiamate, inviare e ricevere SMS, ricevere notifiche, consultare i dati relativi al proprio fitness (contapassi, cardiofrequenzimetro, cronometro), consultare email e i social network, in piena libertà ovunque ci si trovi. Dotato di un sistema operativo Tizen, lo smartwatch permette di navigare e scegliere i diversi servizi e le schermate grazie anche ad una ghiera girevole. Inoltre Gemalto, attraverso la propria piattaforma, garantirà la corretta gestione e personalizzazione del servizio radiomobile direttamente all’interno della SIM embedded.

Questa iniziativa, realizzata grazie alle competenze di TIM, Samsung e alla collaborazione con Gemalto, sottolinea la capacità e l’impegno dei tre player di voler contribuire allo sviluppo di servizi innovativi per l’Internet of Things.

L’adozione della eSIM è solo un primo passo nell’evoluzione delle funzionalità della SIM tradizionale. Questo nuovo sistema rende possibile l’attivazione e l’aggiornamento della sottoscrizione da remoto al servizio, e permetterà successivamente l’adozione della eSIM anche su altre tipologie di dispositivi quali tablet e smartphone.

Le persone potranno gestire in mobilita` ogni esigenza attraverso strumenti di connettività sempre più semplici e immediati e alla rete 4G di TIM. Il mondo del wearable su cui Samsung sta investendo negli ultimi anni rappresenta un filone tecnologico e strategico all'interno dell'ecosistema mobile che riguarda numerose applicazioni in ambiti differenti, dallo sport al lifestyle fino al business. L'introduzione dell'eSIM contribuirà ulteriormente all'evoluzione e alla diffusione di questa categoria di dispostivi in forte sviluppo.

Lo smartwatch Gear S2 Classic 3G di Samsung è proposto a 399,90 Euro oppure disponibile a 49 Euro di contributo iniziale e successive rate di 10 euro/mese per 30 mesi.